Un buco di alcuni milioni che rischia di mettere in ginocchio il tessuto produttivo venturinese e dovrà essere ripianato dai contribuenti.
Sono in pieno corso le indagini della guardia di finanza che sta comparando le querele presentate dalle persone danneggiate con gli elementi delle indagini. Indagini che si prospettano lunghe, vista la complessità per ricostruire le denunce dei redditi dei contribuenti, spesso manomesse dal consulente con il meccanismo della compensazione con crediti inesistenti.
Al tavolo con il prefetto, voluto dal sindaco Soffritti, hanno preso parte rappresentanti della guardia di finanza, Agenzia delle entrate, Gerit, Inps e Inail, oltre ai rappresentanti del Comitato Val di Cornia 2009, creato dalle persone raggirate.
Durante l’incontro sono state tracciate le linee di comportamento che i contribuenti dovranno tenere e gli spiragli disponibili nel rispetto dei limiti imposti dalla legge. «Il vertice si è tenuto in un clima di grande collaborazione - spiega il sindaco Rossana Soffritti - seppur non sia possibile individuare un’unica tipologia di azione, gli enti hanno indicato procedure ed elementi che torneranno utili ad ogni contribuente».
Presente all’incontro anche l’assessore Elisa Murzi, per il Comune di Piombino. La voragine finanziaria dello studio Donati non si limita infatti alle aziende venturinesi, ma si estende fino a toccare imprese di Piombino, Suvereto, Donoratico e Livorno. «Non è ancora disponibile un quadro completo delle imprese coinvolte, così come non abbiamo un numero preciso di quelle piombinesi - spiega Murzi - quel che è certo è che tutte le autorità presenti hanno assicurato il massimo impegno per sostenere le imprese in crisi».
La schiera dei contribuenti raggirati potrà fare ben poco sul fronte del debito di imposta. Saranno loro stessi a dover colmare il debito con il fisco. Gli unici margini consistono nelle modalità di pagamento, con l’Agenzia delle entrate e Gerit disponibili a concedere dilazioni e rateizzazioni. I contribuenti, dopo aver sporto denuncia, hanno inoltre la possibilità di chiedere la sospensione delle sanzioni fino a quando il tribunale competente non emetterà una sentenza irrevocabile, pari a circa il 30% della somma non versata.
Autore: Centini Luca
fonte: Il tIRRENO DI MERC. 25.11.09
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5 anni fa