Le segreterie Fiom, Fim e Uilm e le Rsu Lucchini hanno indetto ieri mattina, subito dopo un incontro con la direzione dell’azienda, uno sciopero di due ore che si svolgerà oggi. Dalle 13 alle 15 si fermerà il reparto acciaierie e le ditte d’appalto Tecniref, Gnt e 3M. Nel secondo turno, dalle 20 alle 22, e nel terzo turno, dalle 22 alle 24, saranno in sciopero i lavoratori del resto dello stabilimento più le imprese. Domani è prevista una fermata di due ore alla fine del primo turno, dalle 12 alle 14, dello stabilimento e delle imprese d’appalto. «Solo il caso - sostengono i sindacati - ha voluto che non ci fossero feriti gravi. L’esplosione è stata provocata da un’indebita presenza d’acqua nel luogo dove venivano lavorate le scorie d’acciaio che, per cause da accertare, sono fuoriuscite dalla paiola». Ma secondo i sindacati questo incidente «dimostra carenze e inefficienze nell’organizzazione del lavoro e una mancata osservanza delle norme di sicurezza da parte dell’azienda».
Sott’accusa, dunque, «un clima di eccessiva pressione nei confronti dei lavoratori, una carenza e inefficienza dei mezzi, non più sufficienti a fare fronte all’aumento della produzione». Problemi che i sindacati dicono di avere denunciato da tempo.
In questo particolare momento, in presenza anche di riduzioni turnistiche, la produzione dell’acciaieria sarebbe infatti aumentata in vista della fermata dell’altoforno, prevista per sabato prossimo, e per far fronte alla richiesta di acciaio proveniente da altri stabilimenti del Gruppo Severstal. I sindacati ritengono importante questo aumento di produzione, tuttavia sottolineano la necessità di aprire un confronto con l’azienda sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle necessarie pause nell’aera a caldo, sull’entità delle manutenzioni e sulla formazione del personale. Insomma vogliono evitare che la fretta provochi «ritmi intollerabili con conseguente diminuzione della sicurezza, mettendo in discussione la dignità dei lavoratori».
Per l’azienda il direttore delle relazioni esterne, Francesco Semino, si scusa prima di tutto con la popolazione «per lo spavento e i danni che possono essere stati arrecati dall’esplosione». E mentre conferma che gli impianti non hanno subito danni strutturali e la produzione non si è interrotta, sottolinea «la necessità di non abbassare la guardia sulla sicurezza, lavorando meglio con sindacati e lavoratori perché episodi del genere non si ripetano. Il fatto che non ci siano stati feriti gravi - conclude - non ci deve indurre a sottovalutare ciò che è successo».
Fonte: "Il Tirreno" del 21.07.09
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